[NaLug] Mobilitazione? Credo sarebbe il caso.
6iusEXE
giusexe a quipo.it
Ven 13 Maggio 2005 13:50:58 CDT
(cito messaggio di nk su ce_hacklab)
C'è poco tempo. Io vorrei organizzare qualcosa ad Ingegneria (magari
volantinaggio). non mi viene in mente nient'altro di rapido e fattibile
entro il 17.
(per chi non mi conoscesse -leggo solo, scrivo poco in ml- sono Giuseppe
Aceto, aka 7home, studente di ing.)
"There's no place like /home"
------------------------------------------------------- tagliato&incollato:
http://punto-informatico.it/p.asp?i=52786
Si avvicina il momento della verità: i Verdi di Cortiana organizzano una
manifestazione a sostegno della mozione del Senato contro i brevetti sul
software. La lettera di Stallman ai parlamentari italiani
La chiarezza di Stallman è da lode
13/05/05 - News - Roma - Ieri in Senato si è discusso sulla mozione che
chiede al Parlamento italiano di fare quanto già hanno fatto altre
assemblee dei paesi dell'Unione Europea, ossia varare un documento che
metta in chiaro una volta per tutte la contrarietà dell'Italia al varo
della proposta di direttiva sui brevetti nel software.
"Alla prima discussione sulla mozione contro la brevettabilità del
software - ha dichiarato il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana,
delegato del Senato al WSIS di Tunisi - firmata da 99 senatori di tutti
gli schieramenti politici, ho sollevato il tema della libertà delle
nostre università, delle nostre imprese, dei nostri cittadini". Una
questione sulla quale già molti parlamentari sembrano aver acquisito una
certa sensibilità ma che secondo i promotori della mozione deve essere
sostenuta pubblicamente da tutti coloro che ormai da molto tempo si
battono contro la direttiva.
In occasione del prossimo appuntamento per la discussione della mozione
al Senato, prevista per il 17 maggio, è stata quindi convocata una
Giornata di mobilitazione nazionale, che Cortiana definisce "una grande
mobilitazione per la libertà degli alfabeti". Con la direttiva, infatti,
è in ballo la libertà di usare i mattoni fondamentali del software,
alfabeto informatico sempre più centrale nella vita degli uomini.
In una "lettera aperta al mondo della Rete" si invita il cosiddetto
"popolo di Internet" a prendere posizione sulla questione brevetti e per
una volta a dimostrarlo anche il prossimo 17 maggio nelle scuole, nelle
università e nelle imprese, "in tutti quei luoghi - afferma la lettera -
di produzione di conoscenza che, con l'approvazione della direttiva,
sarebbero meno liberi". Tutte le iniziative possono essere comunicate
via email o via telefono all'ufficio di Cortiana in modo tale da
coordinarle e renderle note: f.cortiana a senato.it / Info-line 06/67063104.
Per sollecitare un impegno condiviso, Cortiana sta anche diffondendo la
lettera che Richard Stallman, presidente della Free Software Foundation,
ha voluto indirizzare a onorevoli e senatori italiani. Lettera che
riproduciamo qui di seguito.
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"Cari membri del Parlamento italiano,
gli sviluppatori e gli utilizzatori di software in Europa si troveranno
di fronte ad un grande pericolo se l'UE permetterà di brevettare le
tecniche di software: il pericolo di essere incriminati per le idee
contenute nei software che essi sviluppano e usano.
A differenza del copyright, che protegge la descrizione dell'intero
programma ma non le singole idee che lo compongono, la brevettabilità
del software consentirebbe un monopolio sull'uso di tecniche generiche.
Un programma complesso è la combinazione di migliaia di queste tecniche.
Se un paese permette la brevettabilità di ognuna di queste tecniche, un
programma complesso può infrangere centinaia di brevetti in un colpo
solo (secondo uno studio svolto lo scorso anno il Kernel di Linux, la
parte centrale del programma linux, usato per il sistema operativo GNU,
infrangerebbe 283 brevetti USA).
Come sono queste tecniche?
Consideriamo la "progress bar", la barra progressiva che gradualmente
passa dallo 0% al 100% mostrando sullo schermo la realizzazione di una
operazione, come l'apertura di una pagina web o lo scaricamento di un
documento. Questa tecnica è una piccola parte contenuta in migliaia di
programmi software che svolgono differenti funzioni. Persino questa
tecnica è stata brevettata all'Ufficio Europeo dei Brevetti, insieme ad
altre 50.000, a dispetto dello stesso trattato costitutivo dell'Ufficio
Europeo dei Brevetti.
Se la Direttiva del Unione Europea desse un valore legale a questi
brevetti, gli sviluppatori e gli utilizzatori di migliaia di programmi
rischierebbero la minaccia di incriminazioni.
Un programma è come un romanzo: una raccolta di dettagli che insieme
sviluppano molte idee. Immaginate cosa accadrebbe se ogni idea
letteraria venisse brevettata, per esempio "una scena d'amore con una
donna sul balcone" o "gli occhi blu di una persona che assomigliano al
mare". Chiunque scrive un romanzo potrebbe violare diverse centinaia di
brevetti; se uno scrittore scrivesse con la preoccupazione di essere
incriminato, difficilmente scriverebbe un buon romanzo. Non è questo il
modo di promuovere la scrittura né dei romanzi, e neanche dei programmi
software.
Le pressioni per la brevettabilità del software provengono
principalmente dalle multinazionali dell'informatica. Esse vogliono la
brevettabilità del software perché ognuna ne detiene migliaia negli USA
e li vuole importare in Europa. Se l'Europa permetterà la brevettabilità
del software le multinazionali (molte non europee) avranno uno strumento
di controllo sull'uso del software in Europa.
Molti legislatori non hanno mai avuto a che fare con lo sviluppo di
software, così possono credere ai miti relativi all'efficacia dei
brevetti sul software. Per esempio il mito sulla protezione brevettuale
dell'intero disegno di un prodotto, se si dice che un programmatore può
ottenere un brevetto per "proteggere il suo programma" questo potrebbe
avvalorare questo mito.
Poi c'è il mito che vuole che i brevetti possano "proteggere" i "piccoli
inventori" dalla competizione delle multinazionali. Se questo fosse vero
le multinazionali non sarebbero favorevoli alla brevettabilità del
software. Ogni multinazionale usa le sue migliaia di brevetti per
mettere ognuno nelle condizioni dello scambio le licenze. Così facendo
il programma innovativo di un piccolo inventore combinerebbe le sue
poche nuove idee brevettate con le centinaia (o migliaia) di idee ben
conosciute, alcune brevettate da IBM, alcune brevettate da Microsoft,
ecc. Poi loro si comporteranno con lui come se la questione dei brevetti
non ci fosse. C'è quindi il mito del vantaggio che le compagnie
americane avrebbero proprio perché gli USA riconoscono la brevettabilità
del software mentre l'Europa no. Se questo fosse vero, le compagnie
statunitensi ed il governo degli Stati Uniti non presserebbero l'Europa
per consentire la brevettabilità del software.
Al contrario l'Europa ora ha un vantaggio.
I brevetti degli Stati Uniti riguardano soltanto ciò che è fatto negli
Stati Uniti, ma ognuno può avere un brevetto statunitense. Le compagnie
europee possono avere brevetti statunitensi e attaccare gli sviluppatori
americani. Ma attualmente gli Americani non possono avere brevetti
software Europei e quindi attaccare gli Europei. Fino a che l'Europa
rifiuterà di brevettare il software, l'Europa avrà questo vantaggio.
Se l'Europa mantiene il suo vantaggio, con il rifiuto di brevettare
software, finalmente il mio paese può trovare necessario competere
cambiando la sua insensata politica. Per favore, aiutate gli Stati Uniti
a salvarsi dai brevetti sul software, salvando innanzitutto voi stessi.
Con franchezza,
Richard Stallman
Presidente della Free Software Foundation
Membro della MacArthur Foundation
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