[NaLug] Eric Raymond e le armi

Gerasimos Grammatikopoulos dragoon a interfree.it
Dom 2 Lug 2006 22:44:10 CEST


On Sunday 02 July 2006 19:13, Claudio Greco wrote:
> Mah, il mio punto è sostanzialmente lo stesso del Nonno però ci terrei a
> precisare una cosa.
> Mio padra ha il porto d'armi in quanto lavora nella sicurezza alla
> camara dei deputati ed è stato per anni istruttore di tiro, insegnando a
> sparare a i civili che per un motivo o per un altro avevano ottenuto il
> porto d'armi (guardie giurate, ma anche gente che ha un porto per uso
> sportivo).
>
> L'idea che un'arma carica costituisca una difesa del cittadino è
> sinceramente un po' ingenua. In molti casi anzicchè proteggere il
> cittadino lo espone ad ulteriori rischi. Diciamo la verità, un cittadino
> onesto anche con una 9 mm carica in mano non diventa improvvisamente
> Rambo ed un eventuale aggressore armato verosimilmente al vedere l'arma
> si innervosirà e sparerà per primo quando magari l'aggredito se la
> poteva cavare con un bello spavento. Senza considerare tutti gli
> incidenti di cui si è già parlato che possono sempre avvenire quando una
> persona inesperta od irresponsabile si trova a possedere un'arma.
>
> Il cittadino ha indubbiamente diritto alla sicurezza che lo Stato
> (inteso non solo come insieme di istituzioni ma nel senso più ampio di
> società) deve garantirgli, ma non facciamo l'errore di pensare che le
> forze dell'ordine siano solo dei coglioni con una beretta in mano.
> (Oddio magari a volte è pure vero ma non è questo il punto)
>
> Quel che IMHO il cittadino può fare per tutelare il cittadino non è
> tanto mettesse a fa er giustiziere della notte quattro, ma educare la
> gente a non stare sempre a spiare dalle porte socchiuse e farsi i cazzi
> suoi. Non solo collaborando con le forze dell'ordine dopo che le cose so
> successe - e già questo non succede mai - ma magari anche intervendo
> fattivamente quando questo sia possibile senza rischi per le persone - e
> questo è propio fantascienza ormai! Sensibilizzare la gente a reagire in
> maniera non necessariamente violenta alle angherie, dimostrando che
> anche le prede quando sono in branco nel loro piccolo si incazzano.
>
> Fine dello sfogo utopistico.
>
> Bish0p

Sottoscrivo pienamente le considerazioni del Nonno e di Claudio. Inoltre, 
vorrei fare il punto che più armi nelle mani dei "pacifici cittadini" 
significa anche una risorsa più abondante per armi nelle mani dei criminali.

Vedete, al contrario della mentalità RINCOGLIONITA  di "bianco e nero", "buono 
e cattivo" ala americana, un criminale è stato almeno per un periodo iniziale 
della sua vita un "cittadino per bene" almeno negli occhi della lege. Ed è 
criminale per definizione non solo il rapinatore professionista ma anche 
quello "a caso", colpevole di un crimine passionale, di una rissa ecc.. 
Insomma, date le armi alla "gente per bene" e vediamo quante situazioni che 
attualmente si risolvono a cazzotti finiscono in sparatorie. 

Per non parlare poi della possibilità di usare soggetti non pregiudicati nell' 
ambito del crimine organizzato per ottenere armi nuove di zecca invece della 
roba spesso mezza scassata che ottengono almeno quelli circoli poco potenti. 
Oppure la facilità di ottenere armi tramite furto. E quanti furti o altri 
crimini finora poco o affatto violenti diventerano letali proprio perchè il 
criminale, impaurito di rischiare la propria vita, amazzerà o comunque 
neutralizzerà in modo assai più affermativo le vittime *preventivamente*, 
anche senza aspettare di essere minacciato con una arma. 

Claudio poi allude al VERO problema italiano per quanto riguarda la 
criminalità. Esiste attraverso tutti gli stratti della società italiana 
almeno un passivismo se non una vera e propria *compliance* col crimine 
organizzato. Perchè certo quasi a tutti i "cittadini per bene" fa schiffo il 
traffico di droga e gli omicidi, ma non sono pochi quelli che almeno una 
volta nella loro vita si son trovati ad usufruire di un certo favore di vario 
tipo (da un "aiutino" in un colloquio di lavoro al ritrovarsi il motorino 
rubato ecc.). Sotto questo aspetto, il crimine organizzato accompagnerà 
SEMPRE la società italiana in quanto essa stessa ne permette la sua attiva 
partecipazione nel normale tessuto sociale quotidiano invece di 
circoscriverlo in ambiti lateralizzati ed isolati.

Opinioni di un "estraneo" alla società italiana,
KiTaSuMbA



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